Una storia a lieto fine

Soc. di San Vincenzo de Paoli Consiglio Centrale di Varese – Conferenza di Viggiù

  •   12 Gennaio 2021

Natale 2020. Una storia a lieto fine.

Era il periodo natalizio e, nella piazza principale del paese, ai piedi di un grande abete pieno di mille palline colorate, sfavillante di luci e colori, era stata posizionata una cassetta dove i i bambini avrebbero imbucato le loro letterine dei desideri a Babbo Natale. A scuola non si parlava d’altro, e i bimbi eccitati e pieni di aspettative, si confrontavano sulle loro scelte: un Drone giocattolo, una macchinina telecomandata, una Console per videogiochi… “hai già spedito la lettera Luca?...e tu Tommaso?... e tu?...e tu?…

“Ramzie si sentiva escluso da tutta questa eccitazione e anche un po’ triste. Viveva in paese con la mamma e un fratello più grande e dopo la morte del suo papà nel mese di maggio di questo infelice 2020, tutto era cambiato per lui. Certo quando c’era papà le cose andavano meglio… “Ricordo ancora con tanto rimpianto quando sono andato con la mia famiglia in Tunisia a conoscere i nonni, gli zii, i cugini…la mia prima volta al mare in una caldissima giornata d’estate, con papà che mi faceva saltare tra le onde…le grida, le risa…che bello!” Ora la vita era improvvisamente cambiata, anche se la mamma dei ragazzi faceva di tutto per cercare di rincuorarli; la nuova condizione economica non consentiva loro alcuno spreco.

Ramzie passava spesso nella piazza del paese e sotto quel grande abete vide la cassetta per le letterine. Sognava di chiedere, a quel babbo natale che grazie al Bambino Gesù faceva visita ai bambini, un dono anche per lui. Magari avrebbe potuto ascoltare anche la sua richiesta-preghiera. Cosi si mise a scrivere la sua letterina: “Caro babbo natale anche se sono musulmano volevo chiederti se puoi fare felice anche me, mi piacerebbe avere una playstation o un telefonino come quello dei miei compagni per poter sorprendere i nonni in Tunisia inviando loro una foto con la mamma e mio fratello, per potermi collegare con i miei compagni e poter seguire la scuola online”   … ma era solo un sogno. Quando mai avrebbe potuto permetterselo? Le ristrettezze economiche lo avevano abituato alle rinunce. Quando tornò a casa quella sera non resistette e ne parlò con la mamma che lo consolò come lei sapeva fare.

Nei giorni seguenti un’addetta del Comune lesse l’insolita letterina.  Costei conosceva bene la situazione di quella famiglia e sapeva che anche il gruppo Vincenziano del paese cercava di assisterli. Così contattò la Presidente. “Cosa dobbiamo fare? Un telefonino non è certo un’esigenza primaria.” Dopo qualche confronto però la decisione fu presa. Così un esponente del Comune e una rappresentante della San Vincenzo bussarono alla porta della casa di Ramzie. Il fratello aprì la porta, quelle persone cercavano Ramzie e sentendo quel trambusto il ragazzo ancora assonnato, stropicciandosi gli occhi, raggiunse la cucina. Cos’era questa storia? Cosa volevano quelle persone? E perché tenevano in mano un pacchettino? Poi vide che c’era scritto “per Ramzie”…I suoi grandi occhioni neri si illuminarono…-“Ma, ma…  ma è per me?”… - “Certo! Aprilo è tuo!” Incredulo, scartò il pacchetto con le mani che gli tremavano…  poi un incontenibile grido di gioia: l’oggetto dei suoi desideri incredibilmente era lì, tra le sue mani! Rideva, piangeva, ringraziando tutti quanti.

 I sogni qualche volta si avverano.

Soc. di San Vincenzo de Paoli Consiglio Centrale di Varese – Conferenza di Viggiù


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