"La buona terra", il progetto della San Vincenzo nel carcere di Vigevano

Un comparto produttivo con serra e un giardino didattico all'interno del carcere per l'inclusione sociale e lavorativa dei detenuti.

  •   23 Marzo 2018

Il carcere secondo la Costituzione è una questione culturale e strutturale e l’attivazione di progetti sperimentali all’interno dello stesso consente di restituire ai detenuti la loro dignità di persone.

La rieducazione dovrebbe perciò essere un dovere nei confronti dell’autore del reato, che quindi ha diritto di poter trasformare la pena in riscatto. E non solo un dovere costituzionale, ma un dovere “etico”, un’aspirazione dell’intera collettività per evitare il ripetersi del reato e il rischio che il detenuto diventi ancora più pericoloso, in quanto  incattivito da una condanna senza prospettiva.

Nella Casa di Reclusione di Vigevano, grazie alla sensibilità del Direttore ( Dott. Pisapia), al lavoro ed alla dedizione degli educatori  ed alla disponibilità degli agenti di Polizia Penitenziaria, i reclusi possono usufruire di attività trattamentali diverse (la scuola  media e superiore, laboratori di taglio e cucito, attività teatrali e culturali diverse). Ciò che più richiedono, però, è la possibilità di svolgere un’attività lavorativa.

Partendo dall’ascolto di questa richiesta, la Società San Vincenzo de Paoli di Vigevano, già da tempo operativa con i suoi volontari e con vari progetti all’interno della struttura,  ha pensato di attivare all’interno del Carcere, un NUOVO COMPARTO PRODUTTIVO CON SERRA E UN GIARDINO DIDATTICO, finalizzato all’apprendimento delle tecniche agrarie ed  alla successiva vendita sul mercato locale dei prodotti a Km 0.

La tipologia di lavoro proposto si pone l’obiettivo di dare l’opportunità ad alcune detenute della sezione AS, di svolgere una mansione che si pone come scopo quello di insegnare un mestiere e di acquisire una competenza spendibile nel mercato del lavoro una volta terminato il periodo di detenzione e di approcciarsi ai benefici effetti dell’ortoterapia.

Tra i molti aspetti innovativi del progetto, unico nel suo genere in questo carcere, i più evidenti sono:

  • la decisa partecipazione e collaborazione della Casa di Reclusione di Vigevano nello sviluppo dell’intervento, sia con il proprio personale educativo, sia mettendo a disposizione uno  spazio, un terreno incolto all’interno del perimetro carcerario, da adibire a serra e orto.
  • la possibilità di contare su una collaborazione stretta con enti no profit operativi in carcere per lo sviluppo di un percorso socializzante a favore dei detenuti ed enti profit esterni che favoriranno la commercializzazione dei prodotti.

Auspicabile effetto del progetto è di instaurare un legame, una sinergia, tra i detenuti ed il territorio, tra carcere e città, che potrebbe portare a considerare la Casa Di Reclusione quasi come un quartiere della città stessa e il recluso come un cittadino che si occupa del luogo in cui vive: il detenuto  che si prende cura dei beni comuni è sicuramente la sintesi pratica e teorica del percorso di reinserimento.


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