Il Contrasto alla Povertà in Lombardia

La sfida delle politiche di inclusione

  •   15 Dicembre 2017

Il 4 Dicembre si è tenuto a Milano, presso la Caritas Ambrosiana in via San Bernardino 4, il convegno Il Contrasto alla Povertà in Lombardia: la sfida delle politiche di inclusione, che ha rappresentato un momento per riflettere sui risultati raggiunti nel contrasto alla povertà e sulle sfide da affrontare in Lombardia in vista del passaggio dal Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA) al Reddito di Inclusione (REI). Organizzato da Acli Lombardia, Actionaid, Aggiornamenti Sociali, Anci Lombardia, Azione Cattolica di Lombardia, Banco Alimentare Lombardia, Caritas Lombardia, Cisl Lombardia, Cgil Lombardia, Confcooperative Lombardia, Inps Lombardia, Società San Vincenzo de Paoli Lombardia, Uil Milano e Lombardia, il convegno ha risposto all’obiettivo di mettere in luce i principali risultati della ricerca condotta dall’Alleanza contro la povertà sull’implementazione del SIA, per poi riflettere sullo sviluppo del REI diventato pienamente operativo dal primo gennaio 2018.


Il monitoraggio del SIA

La prima parte della giornata è stata dedicata alla presentazione dei risultati della valutazione del SIA realizzata dall’Alleanza contro la povertà e volta a sviluppare conoscenze utili a orientare il Reddito di Inclusione attraverso l’identificazione dei meccanismi di implementazione che ne ostacolano o favoriscono il successo.

La valutazione del SIA realizzata dall’Alleanza contro la povertà in Italia ha visto la partecipazione di 14 ricercatori appartenenti a 12 diverse organizzazioni, di cui 9 interne all’Alleanza e 3 esterne (fra queste Percorsi di Secondo Welfare), 18 referenti regionali dell’Alleanza e più di 80 persone appartenenti ad organizzazioni interne all’Alleanza.

L’attività di ricerca si è articolata in tre macroazioni:

  • un monitoraggio realizzato a livello locale e curato dai Gruppi territoriali dell’Alleanza. Questa attività ha riguardato in particolare l’analisi dei processi amministrativi nei singoli ambiti territoriali. L’obiettivo di questa parte della ricerca è stato quello di analizzare l’attività di rafforzamento amministrativo realizzato dagli ambiti nel quadro del PON inclusione e e la collaborazione in rete dei servizi;
  • un’analisi dei dati quantitativi di monitoraggio del SIA su scala nazionale e locale. Questa attività in particolare aveva l’obiettivo di indagare il tasso di accesso alla misura (take-up) nei diversi ambiti territoriali e i fattori di contesto utili a spiegare le criticità nell’implementazione;
  • otto studi di caso in Ambiti sociali territoriali appartenenti alle seguenti regioni: Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Questa parte della ricerca si è posta l’obiettivo di identificare meccanismi di attuazione, strategie di attivazione sviluppate a livello locale, problemi e soluzioni che emergono nell’implementazione del SIA, identificare il ruolo e le funzioni svolte dalle Regioni;

Nell’ambito della ricerca nazionale, la scorsa primavera, in Lombardia, si è attivato il gruppo di lavoro per il monitoraggio del Sia a livello regionale. Del gruppo fanno parte le articolazioni regionali delle organizzazioni che compongono l’Alleanza. In particolare: Caritas, Acli, Confcooperative Cisl, Cgil e Uil, Banco Alimentare Lombardia, Aggiornamenti Sociali, Azione Cattolica, ActionAid, Anci, Società San Vincenzo. Il gruppo di lavoro ha visto inoltre la partecipazione dell’Inps Lombardia.

In occasione del convegno sono quindi stati presentati sia i dati raccolti a livello nazionale, sia quelli riguardanti specificatamente la Regione Lombardia. In particolare, Luca Fanelli (ActionAid Italia), che ha coordinato l’attività di raccolta dati realizzata dai referenti territoriali dell’Alleanza, ha illustrato i principali risultati.

livello nazionale hanno risposto al questionario somministrato dai referenti territoriali dell’Alleanza 334 ambiti su 597 complessivamente presenti nel territorio nazionale. Gli ambiti che hanno risposto rappresentano il 59% della popolazione. In Lombardia sono stati invece raggiunti 93 ambiti su 98, pari al 93% della popolazione.

La ricerca ha permesso di evidenziare alcune difficoltà riscontrate dagli ambiti territoriali nell’implementazione del SIA. A livello nazionale il 31% degli ambiti segnala che spesso i nuclei avrebbero bisogno di un progetto personalizzato ma i servizi non riescono a soddisfare questa esigenza a causa di una carenza di risorse. Questa percentuale scende al 27% in Lombardia. Inoltre, a livello nazionale il 33% degli ambiti ha dichiarato che, per oltre i due terzi dei nuclei in carico, i progetti personalizzati sono stati realizzati nell’arco di tre mesi dall’ottenimento della misura. Questa percentuale sale al 34% nel caso della Lombardia.

In sostanza, nel dialogo con gli Ambiti si rileva che il SIA abbia dato una nuova energia ai servizi sociali territoriali e che molti di essi abbiano risposto alla sfida con passione e creatività; per altro verso, la carenza di risorse professionali dedicate ne ha reso l'implementazione più difficile, fatto peraltro fisiologico per il primo anno di messa in atto di una misura così complessa. In Lombardia sono poco meno di 2.000 gli assistenti sociali chiamati a operare nei 1.523 comuni della regione. Si tratta di una fragilità importante se pensiamo che i potenziali beneficiari del Rei sono 18mila nuclei familiari.

Inoltre, per promuovere e realizzare i progetti personalizzati di reinserimento è emersa la necessità di rafforzare l’integrazione fra le politiche sociali, del lavoro e formazione, assistenziali e della casa. La ricerca ha infatti evidenziato che sui 91 ambiti lombardi che hanno partecipato alla rilevazione, solo in pochi casi sono stati attivati protocolli e accordi ad hoc. In particolare, 39 hanno riguardato i centri per l’impiego, 3 gli uffici casa, 8 i servizi per i minori e le scuole, 14 i centri formazione professionale.


Prima tavola rotonda - La povertà in Lombardia

La prima tavola rotonda ha risposto all’obiettivo di riflettere sulla povertà e sul ruolo degli attori territoriali nel suo contrasto. È quindi intervenuto Marco Magnelli, direttore del Banco Alimentare Lombardia, presentando la mission di questa organizzazione. Il Banco Alimentareopera attraverso 1.259 organizzazioni per recuperare le eccedenze alimentari attraverso un approccio bottom-up che punta sulla progettualità condivisa e, dal 2009 ad oggi, ha visto aumentare del 30% il recupero alimentare. Si tratta di un risultato importante se si considera che la crescita dei nuovi poveri, nel Nord Italia, è più accentuata rispetto al resto del territorio nazionale (+153% a fronte di una media complessiva del +123%). In Lombardia le persone assistite dal Banco Alimentare ammontano a 208.882, si tratta di un povero su tre che vivono in questa regione. L’esperienza del Banco Alimentare ha inoltre offerto lo spunto per riflettere su come la povertà spesso dovuta alla perdita o alla mancanza di lavoro arrivi a toccare altri ambiti della vita, come ad esempio quello della salute.

Attilio Rosato, Presidente Acli Lombardia, ha invece messo in luce come la valorizzazione delle risorse non solo economiche, ma soprattutto umane e relazionali, si pone come una delle strade da percorrere per agevolare i processi di qualificazione e riqualificazione, nonché di accompagnamento, nella società.

Per questo, come sottolineato da Silvia Landra, Presidente diocesano Acli Lombardia, è indispensabile il coinvolgimento di tutto il contesto sociale, e quindi non solo degli utenti e dei servizi sociali: la lotta alla povertà deve essere considerata una battaglia di tutti, i cui benefici ricadono tutta la comunità. L’idea che questa lotta sia realizzabile deve essere, ha spiegato la Landra, valorizzata, e considerata il punto da cui partire per unire sensibilità politiche e sociali diverse in una progettualità comune e condivisa.

Roberto Capellini, Presidente regionale della Società San Vincenzo de Paoli, ha chiuso la tavola rotonda portando la testimonianza di questa organizzazione presente in 151 paesi del mondo, e che si occupa (in collaborazione con le Conferenze parrocchiali e la Caritas, i centri di ascolto e enti di aiuto territoriali) di assistere le famiglie e le persone in stato di bisogno. 


Seconda tavola rotonda - Attuazione del REI in Lombardia

La seconda tavola rotonda della giornata è stata coordinata da Paola Gilardoni, CISL Lombardia, che ha introdotto il dibattito richiamando l’attenzione sulla necessità che le regioni si impegnino nell’ampliamento della platea dei destinatari del REI.

Giuliano Quattrone, Direttore INPS Lombardia, è intervenuto sottolineando che il REI rappresenta una sfida anche per l’INPS, che con l’introduzione della nuova misura, si propone di prestare maggiore assistenza ai comuni, specie quelli più piccoli dove possono presentarsi maggiori difficoltà, soprattutto in vista di un aumento del numero dei nuclei interessati. Come evidenziato da Virginio Brivio, Presidente ANCI Lombardia, il REI deve essere uno strumento per ridare dignità alle persone. Perché questo strumento sia efficace, è importante realizzare una progettazione condivisa che presuppone l’efficientamento dei piani di zona e la costruzione di un tavolo istituzionale di cui facciano parte anche le regioni.

Il ruolo del Terzo Settore, del volontariato e delle imprese, richiamato da Valeria Negrini, Presidente Federsolidarietà Lombardia, diventa in quest’ottica importante soprattutto per affrontare la sfida di non-ritorno alla povertà, vero significato dell’azione di “presa in carico” da parte dei servizi. L’Alleanza contro la povertà, ha sottolineato Negrini, sta dimostrando la necessità di coinvolgere la società civile, ed è diventata anche l’esempio di come la collaborazione e la progettualità condivisa possono contribuire a rendere la lotta alla povertà più efficace ed estesa. Un argomento su cui ha fatto perno anche l’intervento di Clara Lazzarini, segretaria regionale UIL Lombardia, che ha chiuso questa seconda tavola rotonda richiamando l’importanza di un’azione territoriale condivisa capace di catalizzare le energie degli attori e delle organizzazioni della società civile.


Conclusioni

Il momento conclusivo della giornata è stato affidato ad Annamaria Parente, senatrice e relatrice in Commissione per il disegno di legge delega che ha introdotto il REI. Gli spunti di riflessione offerti sia dalla presentazione dei dati sul SIA, e dagli interventi delle due tavole rotonde, hanno permesso di evidenziare alcune sollecitazioni particolarmente importanti per un’efficace attuazione del REI.

In primo luogo, ha sottolineato la senatrice, si percepisce la necessità di una programmazione dei servizi da parte delle regioni, affinché si possano strutturare modalità operative omogenee per la valutazione multidisciplinare e per l’accesso alle prestazioni. Inoltre, l’investimento nelle infrastrutture e il rafforzamento dei servizi sociali sul territorio si pongono come nodi indispensabili per garantire l’efficacia dei percorsi di inclusione e riattivazione dei nuclei interessati. Il ruolo delle Istituzioni deve, in questo senso, agire nella direzione del coinvolgimento degli enti del Terzo Settore, del mondo dell’imprenditoria e delle comunità, agevolando la promozione e la realizzazione degli interventi di contrasto della povertà e di accompagnamento all’autonomia. Infine, il REI rappresenta l’occasione per implementare la mappatura dei servizi e la raccolta di dati del casellario assistenziale ora SIUSS (Sistema Informativo Univo Servizi Sociali), tale da agevolare gli enti e i servizi nella programmazione e nella gestione dei progetti personalizzati.

In conclusione, il convegno ha rappresentato non solo un momento di confronto tra le realtà organizzatrici, ma anche l’occasione per rinnovare l’impegno a promuovere l’articolazione territoriale e regionale dell’Alleanza contro la povertà, per approfondire, riflettere e proporre soluzioni e indicazioni al fine di rendere più efficace l’attuazione del REI in Lombardia. 

 

In allegato la Locandina dell'evento.

Fonte: Il contrasto alla povertà in Lombardia: il passaggio dal SIA al REI e le sfide da affrontare, Percorsi di Secondo Welfare


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